La Commissione europea ha adottato l’attesissimo pacchetto Omnibus per semplificare le normative dell’UE. La riforma è destinata a facilitare la conformità per le imprese, riducendo gli oneri amministrativi e promuovendo una crescita economica sostenibile.
Principali aggiornamenti alla rendicontazione CSRD
Uno dei cambiamenti più importanti riguarda la direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità delle imprese (CSRD). L’ambito della rendicontazione di sostenibilità sarà ora limitato alle aziende con almeno 1.000 dipendenti e oltre 50 milioni di euro di fatturato o 25 milioni di euro di patrimonio netto. Questa riduzione escluderà circa l’80% delle aziende precedentemente tenute a comunicare ai sensi di queste linee guida.
È importante sottolineare che la Commissione mira a garantire che le piccole e medie imprese (PMI) siano protette dagli obblighi indiretti derivanti dagli obblighi di comunicazione della catena di approvvigionamento imposti alle imprese più grandi.
Proroga dei termini per la comunicazione
Il pacchetto introduce un termine di due anni per le grandi imprese che non hanno ancora iniziato ad applicare la CSRD e per le PMI quotate. Ciò significa che queste aziende non dovranno affrontare obblighi di rendicontazione fino al 2028, dando a loro e ai responsabili politici più tempo per prepararsi e finalizzare questi nuovi standard.
Ampi obiettivi di semplificazione
Il pacchetto omnibus va oltre la CSRD e mira a una riduzione del 25% degli oneri amministrativi e a una riduzione del 35% specifica per le PMI entro la fine del mandato della Commissione. Questa iniziativa comprende la rendicontazione finanziaria, la due diligence sulla sostenibilità, la tassonomia dell’UE, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere e i programmi di investimento europei.
Se attuate come previsto, queste misure dovrebbero far risparmiare alle imprese 6,3 miliardi di euro all’anno di costi amministrativi e mobilitare ulteriori 50 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati verso le priorità politiche.
Modifiche alla rendicontazione di sostenibilità
Gli aggiornamenti significativi nella rendicontazione di sostenibilità ai sensi della CSRD e della tassonomia dell’UE includono:
- Limitare l’applicazione della CSRD alle imprese più grandi con il maggiore impatto ambientale e sociale.
- Garantire che le piccole imprese nelle catene di approvvigionamento non siano gravate da obblighi di segnalazione.
- Consentire la rendicontazione volontaria per le grandi imprese al di fuori dell’ambito di applicazione della CSRD riveduta, consentendo l’accesso alla finanza sostenibile.
- Introdurre un allineamento graduale con la tassonomia dell’UE, promuovendo una strategia ambientale di transizione.
- Semplificando i criteri “Do No Significant Harm” (DNSH) e riducendo i modelli di segnalazione di circa il 70%.
Aggiornamenti sulla Due Diligence Sostenibile
Il pacchetto facilita inoltre gli obblighi di dovuta diligenza in materia di sostenibilità:
- Concentrare la due diligence sui partner commerciali diretti e ridurre la frequenza del monitoraggio da annuale a ogni cinque anni.
- Limitare l’ambito di applicazione della mappatura della catena del valore per le imprese più grandi, alleggerendo gli oneri per le PMI.
- Migliorare l’uniformità tra gli Stati membri dell’UE per creare condizioni di parità per le imprese.
Inoltre, la Commissione prevede di eliminare le condizioni di responsabilità civile a livello dell’UE, salvaguardando nel contempo i diritti delle vittime a un equo risarcimento e proteggendo le imprese dai rischi di sovracompensazione.
Tempistica di implementazione
Gli obblighi di rendicontazione per la due diligence sono stati posticipati di un anno, ora a partire dal 26 luglio 2028, mentre l’adozione delle linee guida preliminari è stata anticipata a luglio 2026.
Un passo importante verso la semplificazione
Il pacchetto Omnibus della Commissione europea rappresenta uno sforzo globale per semplificare i processi di conformità, sostenendo al contempo la crescita sostenibile. Gli imprenditori e i responsabili politici possono contare su una riduzione dei costi, una minore complessità amministrativa e una maggiore attenzione alla promozione dell’innovazione e della sostenibilità in tutta l’UE.
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